Archive for sesso a padova e dintorni

Sep
13

accompagnatrice in sexy shop

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Mi capita spesso di passare davanti ad un Sexy Shop nel tornare a casa e con la curiosità di entraci questa notte ho sognato:
mi stavo recando a casa dopo una giornata dedicata allle spese, quando passando davanti ad un sexy shop decido di entrarci per togliermi definitivamente la curiosità,
all’interno vedo che a servire al negozio c’è un ragazzo fragilino di circa 25 anni d’età, che mi fissa e poco distante da lui vedo due negri che guardano delle cassette,
io un pò a disagio mi fermo a gurdare l’intimo, per la verità molto succinto ed eccitante,
quando ad un tratto mi si avvicinano i due negri, con in mano un completino in pelle aperto sul davanti e mi dicono che è un regalo per mè……
io resto impietrita ed eccitata alla stessa maniera,
loro aggiungono però che devono vedere come mi stà prima di pagarlo, io da perfetta porca accetto,
chissà penso mio marito come sarà felice di vedere che bel completino mi sono regalata…..
chiedo al ragazzo se c’è uno stanzino per provarlo,
lui titubante mi indica un bagno, entro e inizio a spogliarmi,
i negri alla vista dei miei capezzoli duri e dei mie seni (porto uno 4)
sussurrano e alla vista della mia figa pelosa iniziano a toccarsi la patta dei pantaloni, appena provato l’intimo ,
per la verità avevo tutto di fuori , loro non contenti ,
iniziano a toccarmi e facendomi sedere sulla tazza del cesso iniziano a infilarmi i lori enormi cazzi negri in bocca,
il ragazzo vista la scena si tira fuori il suo cazzetto e inizia a sbatterselo,
mi hanno trattato come una porca,
mi hanno leccato come una vacca in calore,
ero scocciolante dal piacere, avevo in culo e in figa i loro enormi bastoni,
o bevuto tutto il loro sperma,
quando la sveglia mi riporta alla realtà,
peccato era solo un sogno, però la mia figa pelosa e bagnata per davvero!!

Questo sogno mi ha lasciato molto perplesso, in quanto mi fa pensare di non conoscermi abbastanza bene.
Sono un ragazzo tra i venti e i trenta anni, eterosessuale, molto attirato dalle donne (specie se più mature),
fidanzato e con molte fantasie sessuali.
Sono però ancora vergine, e la curiosità e l’astinenza penso siano al centro di questo sogno ed altri sogni.
La protagonista è una mia cara amica, con la quale in passato c’è stato un rapporto molto intenso, che purtroppo per me si è fermato alla semplice amicizia.
Infatti sono sempre stato molto attratto da lei fisicamente (spesso protagonista dei miei sogni erotici)
e lei è sempre stata consapevole di ciò, ma non rispondevo ai suoi canoni per potermi spingere oltre.
C’è però stata tra noi sempre molta sincerità e ci si confidava sempre tutto.
Il sogno è ambientato uno delle tante mattine di studio che io ho passato a casa sua.
Siamo io e lei da soli, come spesso capitava.
Quando la saluto vedo che è un po’ strana e le chiedo cosa ci sia, ma lei mi risponde che è solo un po’ assonnata.
È infatti ancora in pigiama.
Prendiamo insieme il caffè e mettiamo un po’ a posto la sua camera prima di iniziare a studiare.
Noto che nonostante si sforzi, no riesce però a cancellarsi dal volto l’espressione preoccupata con la quale mi ha accolto alla porta.
Siccome tengo molto a lei, cerco in una pausa di farla un po’ confidare:
temevo che l’ennesimo ragazzo con cui si stava frequentando e che lei sembrava tenere molto si fosse dimostrato il solito stronzo.
A differenza del solito vedo però che lei è abbastanza restia a parlare.
Inizio un po’ a preoccuparmi e non le nascondo il mio timore.
Lei mi dice che è qualcosa di particolare e non sa da dove cominciare.
Il mio timore cresce sempre le più e cerco in tutti i modi di sapere cosa c’è.
A questo punto mi fissa e spinta dalle mie insistenze e dalla nostra amicizia decide di confidarsi, ma non sa da dove iniziare.
Ad un cero punto vedo che, risoluta, si alza e aggirando la scrivania dove eravamo seduti l’una di fronte all’altro si mette dinanzi a me.
A questo punto inizia, con mio grande stupore, ad abbassarsi il pantalone del pigiama.
Non posso crederci:
si stanno forse realizzando i miei sogni più segreti?
Gli slip sono ancora coperti dalla maglia del pigiama, ma già la mia mente galoppa alla grande.
Adesso infatti è il momento di abbassarli, ma quello che vedo mi lascia senza parole:
lì dove avevo sempre sognato di penetrare per raggiungere l’estasi del corpo, scopro che ha un pene, e anche di dimensioni ragguardevoli anche se a riposo.
A questo punto cala il silenzio nella camera: lei abbassa lo sguardo imbarazzato mentre i miei occhi fissano prima il suo membro e poi il suo volto in rapide successioni.
Lei si siede sconsolata sulla scrivania di fronte a me, sempre con il suo pene in esposizione.
Vorrei cercare di sdrammatizzare un po’, ma mi mancano le parole.
Mi racconta che nella notte aveva accusato dei piccoli dolori all’addome, ma li aveva liquidati come una semplice indigestione e il sonno le aveva consigliato di restare a letto.
Il mattino, andando in bagno aveva fatto la sconvolgente scoperta, di cui io dovevo essere l’unico a conoscenza, almeno fino a quando non si fosse trovato un rimedio.
Per cercare di alleggerire un po’ la tensione, inizio a scherzare un po’ sul fatto che adesso io e lei avevamo una cosa in comune, eravamo entrambi vergine.
Incuriosito inizio poi a toccarglielo con la punta dell’indice, per capire se per lei era solo un peso morto, o aveva qualche sensibilità. Lei all’inizio dice di non sentire nulla.
Vedo che però dopo un pò inizia ad avere qualche reazione.
A questo punto la curiosità mi spinge a toccarlo con più decisione e vedo che inizia a diventare più duro.
Lei osserva le mie manovre (sono anni che sfogo la mia sessualità con seghe) e lei rimane meravigliata quanto me per le dimensioni che assume ad erezione completa.
La posizione in cui ci troviamo fa sì che punti praticamente verso di me e la perdita di inibizioni mi spinge, nello stupore mio e suo, a iniziare a masturbarlo.
Vedo che la sensibilità è aumentata, infatti adesso lei socchiude gli occhi, segno che la cosa le sta piacendo.
Con mia sorpresa, lei mette delicatamente la mano sulla mia testa e la avvicina al suo membro.
Senza opporre particolare resistenza mi faccio guidare, fino a prenderlo in bocca.
È una sensazione stranissima ma soprattutto nuovissima, e ciò mi eccita particolarmente.
Ad un certo punto la velocità aumenta e anche il suo piacere, fino a quando non sento qualcosa di caldo in bocca: il suo sperma.
Nell’eccitazione del momento inizio a massaggiare e baciare le sue tettone, che mi hanno sempre eccitato a morte.
Ma lei decide di no fermare le sue nuove esperienze lì e mi dice che finalmente potrò realizzare il mio sogno, perdere la verginità con lei!
Io non credo alle mie orecchie e la presenza di quel grosso pene non ostacola la mia fantasia, in quanto anche il suo culone ha spesso attirato le mie attenzioni.
Lei dice di prepararmi e mettermi a mio agio mentre lei prendeva qualcosa per aiutarci nelle operazioni.
Va infatti in cucina a prendere del burro per lubrificare il sistema.
Quando ritorna mi trova nudo e già eccitatissimo (anche se le sue dimensioni mi ridicolizzano un po’).
Solo adesso mi risulta chiaro però cosa ha in mente:
inizia con molta maestria a lubrificare il suo membro e dice di girarmi,
così finalmente almeno perdo una verginità!
Al momento rimango imbambolato e un po’ per questo un po’ per la situazione rimango completamente in sua balia.
Mi fa appoggiare le mani sulla scrivania e allargare le gambe.
Inizia poi a baciarmi il buco ancora vergine e ad inserire piano prima una, poi due, poi tre dita.
Passa poi ad un pennarello che aveva sulla scrivania e mi confida che così ha iniziato anche lei con la sua passera tempo fa.
Sento che per un momento questo traffico alle mie spalle termina, poi sento una cosa calda e pulsante appoggiarsi sul mio culo. Lentamente introduce un po’ del suo membro, poi lo estrae.
La sua goduria e il mio dolore lentamente aumentano.
Però, penetrando sempre di più, con il passare del tempo il mio dolore si trasforma in piacere.
Lei massaggia il mio pene ed inizia a masturbarmi, appoggiandosi alla mia schiena con le sue tettone, procurandomi ancora un’eccitazione maggiore.
Io arrivo con una grande sborrata sul pavimento e poco dopo sento qualcosa di caldo e liquido nel mio culo:
mi è arrivata dentro.
Mentre,esausti, ci riprendiamo da queste fatiche, mi dice che è ingiusto privarmi di quelle sensazioni, che è stata troppo cattiva con me a non farmele provare prima adesso che sapeva com’erano.
Inizia quindi a lubrificarmi il pene, che sotto i suoi massaggi torna subito eretto.
Nella mia inesperienza più totale mi faccio guidare nuovamente da lei. Penetro così in lei e in lei provo sensazioni stupende, mai provate prima.
La posseggo sempre con maggiore enfasi,
la afferro per i seni che palpo forsennatamente con una mano, mentre con l’altro stimolo il suo pene,che torna all’istante sull’attenti.
Questa volta arriviamo insieme, io in lei e lei nella mia mano.
Ormai stremati, ci abbandoniamo sul suo letto.
Ci promettiamo che fino a quando lei avrà il suo pene, quello sarà il nostro segreto e ci ameremo ogni volta che vorremo.
A questo punto mi sveglio sempre iper-ccitato e dopo pochi secondi, appena lo tocco, arrivo abbondantemente nelle mutande, senza avere nemmeno il tempo di arrivare in bagno.
Anche se ho sempre desiderato fisicamente questa mia amica e ultimamente le mie fantasie sessuali coinvolgano donne dotate di pene(vero o finto che sia) non capisco proprio il senso di questo sogno, che negli ultimi tempi mi capita di fare sovente.
Chiaramente non ne ho fatto parola con la mia ragazza,
che non è affatto a conoscenza delle mie fantasie,
essendo lei abbastanza puritana,
inibendo così le mie confidenze relative all’argomento sesso.

Aug
18

accompagnatrici

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In questo sogno, sono un giornalista che deve intervistare,
in un albergo di Roma per la presentazione di un importante film,
le due accompagnatrici Katie e Alyssa
Nella stanza dove avviene l’intervista le due sono sedute una accanto all’altra in un divanetto,
Alyssa vestita con un vestito rosso che le copre il seno e arriva fino alle ginocchia,
mentre Katie ha un vestito da sera lungo fino ai piedi.
Inizio a intervistarle facendo a turno le domande.
Mentre stanno rispondendo noto che nella stanza inizia a fare molto caldo e chiedo alle attrici se posso aprire una finestra.
Loro non si fanno problemi e mentre pensano che sia girato noto che Alyssa si abbassa parte del vestito per asciugare il sudore che le si è formato nel solco del seno e vedo le splendide tette della ragazza.
Katie accorgendosi che stavo guardando avvisa la sua collega che mi rivolge uno sguardo indignato mentre si ricopre in fretta e furia,
ma il danno è gia stato commesso ed io rosso di vergogna mi siedo anche per nascondere una portentosa erezione che purtroppo non sfugge all’occhio attento di Katie che bisbiglia qualcosa all’amica.
Le due si alzan o iniziando un lento spogliarello che mi eccita molto ma veniamo disturbati proprio quando vengono messe a nudo le splendide tette delle due ragazze.

IERI DURANTE LA NOTTE HO FATTO UN SOGNO PARTICOLARE CHE MI HA MOLTO ECCITATO,
HO SOGNATO CHE LA MIA RAGAZZA TORNAVA A CASA CON UNA BELLA TRANS
CHE DOPO AVERLA SPOGLIATA INIZIA A POMPARE FACENDOMI GUARDARE E ORDINANDOMI DI MENARMI IL MIO PICCOLO UCCELLO A DIFFERENZA DI QUELLO EMORME DELLA TRANS .
LA TRANS FOTTE LA MIA RAGAZZA FINO A FARLA GODERE DOPO DI CHE LA MIA RAGAZZA LA INVITA A PENETRARMI IL CULO FINO A SBORRARMI DENTRO.
APPENA SVEGLIATO HO RACCONTATO IL SOGNO ALLA MIA RAGAZZA CHE MI HA DETTO MAGARI UN BEL CAZZO ED IO MAGARI NEL MIO CULo…

Da alcuni giorni l’uccello continuava a rimanermi ostinatamente duro giorno e notte:
avevo provato a masturbarmi, ma il cazzo continuava a rimanere orgogliosamente – e dolorosamente – impettito,
e non c’era verso di svuotare le palle.
La faccenda era divenuta imbarazzante a tal punto che mi vidi costretto ad andare a farmi visitare dal medico,
per l’ovvia preoccupazione relativa sia al mio stato di salute sia in ragione ad un danno alla mia reputazione, visto che esercito un’attività a diretto contatto col pubblico.
Ciò mi fu confermato quella stessa mattina, quando, seduta nella metropolitana di fronte a me c’era una ragazza dai cappelli bruni,
acconciati con due lunghe treccine .
Stretto nella calca, non potei far altro che aggraparmi alla maniglia sospesa sopra la sua testa, trovandomi, involontariamente, con il sesso a neppure dieci centimetri dalla sua bocca.
Ero arrivato quasi a destinazione,quando notai lo sguardo della studentessa, quale per un attimo aveva sollevato il suo viso, sorridendomi maliziosamente.
Sorpreso, vidi la porcellina riprendere l’attività alla quale si era certamente dedicata per tutta la durata del tragitto, e cioè osservare, in maniera a dir poco spudorata, il pacco enorme che puntava verso di lei da sotto la stoffa dei miei pantaloni,
leccandosi le labbra rosee e toccandosi la passerina, con la mano ben nascosta dalla gonna:
mi resi conto, infine, dai movimenti sempre più inconsulti ed indecenti in cui si esibiva, a stento controllati, che stava godendo,
mordendosi le labbra e alzando gli occhi al cielo.
Per fortuna, prima di compiere qualcosa di cui mi sarei potuto pentire, ero arrivato a destinazione…
Giunto dal dottore, ancora stravolto da quella esperienza, mi stupii del fatto che non ci fosse nessuno in sala d’attesa.
Vidi allora un cartello che segnalava che quella era l’ultima giornata in cui il medico era sostituito da una dottoressa.
Maledicendo la mia sfortuna e titubante, mi decisi, infine, a bussare alla porta.
La dottoressa, alzatasi, mi fece accomodare:
era una biondina con gli occhiali dalla montatura elegante, il viso da adolescente e con i capelli corti a caschetto.
Non potei fare a meno di notare le aureole dei suoi seni, che puntavano contro il maglioncino di cachemire,
ed il suo culetto perfetto, fasciato da una minigonna di pelle nera cortissima, che scopriva generosamente le sue cosce nude:
tutto quel ben di Dio era avvolto, più che celato, dal camice bianco.
Dopo aver spiegato con dovizia di particolari il mio problema (compreso quello che era successo nella metropolitana), la dottoressa, che mi aveva ascoltato con attenzione, disse: “Il suo problema non è grave, però penso che sia necessario visitarla attentamente…si spogli!”.
Dopo essermi calato i pantaloni, vidi che mi osservava la patta gonfia, con gli stessi occhi della ragazza nel bus…
Sorpreso, la vidi avvicinarsi e mettersi in ginocchio davanti a me: mi abbassò i boxer, dicendo: “Ritengo opportuno procedere, se è d’accordo, per la sua salute e per il bene della scienza, ad un’esame approfondito, seguito da un’adeguata terapia orale…”
Non ebbi neppure il tempo di obiettare che la dottoressa inizio a segarmi con le sue lunghe dita affusolate, massaggiandomi e palpandomi delicatamente i testicoli, come nessun’altra era mai riuscita a fare.
Successivamente, iniziò ad alitare sulla mia cappella turgida, che nel frattempo (potenza del sogno) era divenuta grande quanto una mela rossa.
A quel punto si decise a baciarla ed a succhiarla.
La sua bocca era talmente piena del mio cazzo che temevo si sarebbe slogata le mandibole a forza di fare su e giu con la testa, mentre mugolava eccitata.
Al culmine di quel trattamento d’urto la specialista con decisione mi infilò un dito nel buco del culo, stimolandomi la prostata: fu un vero toccasana, in quanto in pochi secondi iniziai a schizzare ripetutamente
costringendola ad ingoiare tutta la semenza accumulata in quei mesi.
Ma la dottoressa non era ancora convinta che fossi sano:
le sue labbra continuarono a pompare, riuscendo a mantenere in tiro la mia verga.
Non so quante volte venni, ma, infine, riuscii a spalmarle completamente la faccia di sborra calda…
il suo viso era incremato da tutta quella roba bianca che eruttava in continuazione dal mio innaffiatoio…
e ne ebbi ancora abbastanza da innaffiarle abbondantemente sia la sua fichetta depilata sia lo stretto buchetto tra le sue chiappette sode!
Era ormai sera, quando riuscii a prendere, trafelato, l’ultima corsa della metropolitana.
Il vagone era completamente vuoto, salvo per la ragazza con le treccine, seduta allo stesso posto della mattina.
Decisi, pur in assenza di qualsiasi pretesto, di mettermi di fronte a lei. Intimorita, mi chiese: “signore, posso aiutarla?”
“Sì, ti chiami?” “Cindy, signore”. “Allora, Cindy, questa mattina sei stata una vera egoista a voler godere tutta sola, vedendomi così eccitato!”
Ormai paonazza dalla vergogna, Cindy non osava rispondere…
Prendendo l’iniziativa, le accarezzai teneramente la testa, avvicinandola in grembo, fino a farle appoggiare il volto al mio bastone nodoso,
che si era fatto di nuovo prominente, dicendole: “Vorresti farti perdonare, Cindy?” “Si, signore…”
“Allora aprimi la cerniera dei pantaloni!”
Come se non attendesse altro, quella sporcacciona obbedì, abbassandomi i boxer.
A quel punto, il mio uccello, durissimo, vellutato ed ancora luccicante degli umori della dottoressa, emerse, non più trattenuto dai miei pantaloni,in tutta la sua potenza.
La troietta non fece a tempo ad aprire, sorpresa, le labbra rosee che tanto avevo desiderato, che la forzai a prenderlo in bocca.
Mentre le stringevo a me, Cindy cominciò a lavorarlo, coscienziosamente, di bocca, finchè, incapace di resistere oltre, le tirai violentemente le treccine,
mentre si gustava in silenzio la mia crema bollente tutta sul viso e sulle tettine sode.
Il suono della sveglia, interuppe la mia risposta a Cindy, la quale, pulendosi la bocca con il fazzoletto che le avevo allungato,
mi chiedeva se l’avevo perdonata.